Homo Homini Lupus


Nell’era della globalizzazione e della “contraffazione” lo spirito e i valori umani ritornano inevitabilmente di stretta attualità.
La distorta e penosa immagine che ci viene trasmessa da quello che dovrebbe essere il gotha “delle migliori menti pensanti” del nostro pianeta, altro non è che una malvagia e dispotica conversione dei valori umani che prima hanno elevato l’uomo sopra le bestie e che, purtroppo, oggi lo stanno riportando agli albori dell’evoluzione umana
A qualcuno questi punti estremi come corruzione, “sesso malato”, party a base di cocaina e illecito arricchimento possono non dire nulla, ciò nonostante, a mio avviso, ci sono virtù e pregi che sono invece indispensabili per poterci ancora definire esseri intelligenti.

Mentre quasi tutti noi siamo occupati a dimostrare al nostro vicino di casa che abbiamo l’automobile più grande e costosa della sua, che nella nostra casa siamo provvisti dell’ultimo modello di televisore al led, perdiamo di vista l’essenza e il valore delle cose lasciando che i cattivi esempi passino inosservati e arrivino nelle nostre case e ai nostri figli attraverso quella scatola magica, e al tempo stesso distruttiva, chiamata televisore.
Senza opporvi alcuna resistenza, anzi quasi abbandonandosi, come sedati, da questa terribile e destabilizzante “psicotica sottomissione” che falsa tutti i valori veramente importanti, spunta inesorabilmente il lato più oscuro e crudele del genere umano, humus lupus, famosa definizione usata dal grande filosofo e matematico Thomas Hobbes.

Quelli che sono messi a capo ritengono i loro simili “azotofissatori”, cioè sostanze in putrefazione utili a nutrire la loro stessa esistenza e nulla di più, così diventa tutto normale anche l’anormalità, anzi l’anomalo, il diverso è quello che non è come loro!

Molti di noi si lasciano “sciogliere in questo acido mediatico” senza opporre nessuna resistenza, anzi, accettando la loro sorte come destino ineluttabile di una fine inesorabile e predeterminata, come l’agnello che va al macello, come se fossimo il capro espiatorio.

Per codardia o per altre fobie ci rifiutiamo di combattere, anche solo metaforicamente parlando, cioè capitoliamo, dimenticandoci che ciò che ha portato l’essere umano ad un profondo cambiamento ed evoluzione è stata proprio la capacità di lottare, soffrire, sfidare le ingiustizie degli uomini quanto le avversità e le calamità naturali.
Marco Aurelio scriveva: “quello della vita è un’arte più simile alla lotta che alla danza, in quanto bisogna saper essere sempre ben saldi e tenersi sempre pronti contro i colpi che arrivano imprevisti”.
Nell’antica cultura egiziana, molto avanzata, dove nacque anche la prima università di medicina (Sais), per stabilire la grandezza e le virtù di un uomo si pesava il cuore, oggi, ritengo, bisognerebbe pesare il fegato!

Ciro Varone


KARATE DOJO TAKAHASHI
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