
Makoto e Onaka
L’adepto del budo vive di una sola idea: il karate, non per le medaglie,
le coppe o la celebrità ma per intima sicurezza che
tale pratica possa cambiarlo e cambiare anche il suo mondo.
Stare al mondo vuole dire vivere; l’esistere ha delle coordinate spaziali
e temporali.
Albert Einstein sosteneva che il tempo non è una cosa a sé: secondo la teoria della
relatività lo spazio non è tridimensionale, il tempo e lo spazio interagiscono
dando vita ad un continuo e perenne spazio-temporale quadrimensionale, la
fisica quantistica afferma che la materia è energia: Pura Coscienza-Energia e
noi siamo “osservatori consapevoli” di questa energia universale.
A tale proposito Leone Tostoji scriveva: “bisogna vivere come se si avesse solo
un’ora di tempo e si potessero fare solo cose importanti. Contemporaneamente
come se si potesse continuare a fare ciò che si sta facendo per l’eternità”.
Il tempo della nostra vita è intrecciato al tempo
della vita degli altri, stare al mondo è una relazione con il tempo del mondo,
lo stare al mondo è vivere bene la vita insieme ai nostri simili distaccati dai
calcoli del profitto, liberi dall’asservissimo dell’istante: Heidegger
lo definiva “l’essere-nel-mondo”, il grande
Ueshiba, fondatore dell’ Aikido, prima di iniziare la pratica mescolava,
attraverso una danza particolare, la sua energia a quella dell’universo per rendersi
libero dall’illusione del corpo e armonizzarlo con il “Tutto”.
Vivere bene il nostro presente è una forma di esplorazione nel tempo, una riflessione
sul presente e una meditazione sul futuro che ci distacca dall’ ethos.
Per vivere in armonia bisogna evitare di interpretare il presente con l’istante, infatti,
proprio per questa sua particolarità tale aspettativa tratta con negligenza la nostra stessa natura
psicologica e spirituale che viene catturata rendendoci deboli e inermi,
allontanandoci dalla via del cuore (makoto); un detto Buddista dice: “se
lanci un oggetto in alto non rimane sospeso, ma ricade al suolo. Allo stesso
modo tutte le buone azioni ritornano in altra forma, secondo la predisposizione
del tuo cuore, a prescindere dalla strada che hai intrapreso”.
Il presente non è istante, livellarsi sull’istante vuole dire perdere il senso del
tempo, tuttavia, molto spesso, da questo accanimento che ci assorbe non
sappiamo distaccarcene e farne a meno.
Il saper vivere il presente è quello che
nelle arti marziali il “saper combattere”, cioè stare distaccati e non
farsi travolgere dall’istante (avversario),
cioè dall’accelerazione del tempo in giapponese “nori”. Non cadere in questi
“tranelli spirituali” lo possiamo definire
“onaka” (svuotarsi completamente) per armonizzarsi con il tutto: onaka è
la corporalità che si intreccia con lo spirito, una relazione soprasensibile
che crea “l’immenso cuore spirituale”, l’unica condizione per accedere alla
“perfezione dell’ Eidos (natura interna delle cose) dell’arte”: riempire un
“vuoto” per produrre un “tutto pieno”.
M° Ciro Varone
|
|

|

|