Caro Maestro, leggo un articolo scritto dal M. Puricelli che, tra l'altro, scrive: "....molti Kata contengono tecniche che colpiscono punti particolari del corpo (Cinte, Unsu ecc.) non coperti da armatura....... " e fino a qui tutto ok., ma poi scrive ancora: ".....in questo periodo inoltre ci si allenava in segreto, di notte, perché la conoscenza delle tecniche di combattimento dell'avversario poteva voler dire la vita, la possibilità di sopravvivere. Anche questo aspetto dell'allenamento notturno è fedelmente riportato nei kata (Bassai Dai, Bassai Sho, Kanku-dai ecc.)..."
Ecco la domanda : da dove si evince quest'aspetto "notturno" citato dal M. Puricelli? e' forse riferito alle tecniche che ancora oggi esistono ad Okinawa "delle mani che cercano al buio". E' una tecnica che ho visto sul libro del M. Nagamine.....di Okinawa.
Grazie! Gianni

RISPOSTA:
Dunque per i punti scoperti hai già realizzato. Per le tecniche da allenare al buio posso dirti che lo shotokan di oggi ha un po' perso questo concetto, che ritroviamo invece molto sentito nelle scuole Shorei (goju e Uechi ryu) dove si combatte molto vicini, in maniera poco "sportiva" e con un quasi costante contatto tra l'arto che ci vuole colpire ed il nostro che vuole parare. Un po’ come avviene nelle scuole di Kung Fu, in particolare nello Ving Tsun tradizionale (quello del maestro di Bruce, tanto per intendersi) così ben espresso dal gran master Victor Kan con cui ho avuto il piacere di praticare.
Se vorrai ti illustrerò, per esempio nelle sequenze successive dello shuto uke, o nel tomoe uke nei kata citati, dove ritrovare il contatto continuo per non perdere la sensazione dell'avversario. Ovviamente come, in molti altri casi, questo concetto va ricercato in una pratica che oramai lo ha abbandonato per i motivi che sappiamo, ma che, a fronte di un attento studio, può riaffiorare (una delle monete sotto il mucchietto di sabbia!)
La tua citazione del M. Nagamine è corretta: infatti egli andò in Cina nel 1928 e il suo karate fu grandemente influenzato dalle tecniche locali. Tanto è vero che quando fondò nel 1956 la federazione di Okinawa di Karate, la stessa prevedeva prevalentemente lo studio delle scuole che ho citato (goju, e uechi) con l'aggiunta delle classiche Kobayashi e Matsubayashi alle quali questi stili si riferiscono.
Nagamine stesso affermava di aver avuto notizia del cambiamento avvenuto nella pratica dei kata durante la sua assenza, cambiamento che aveva certamente già portato via molto dello spirito iniziale.
Ne parliamo se vuoi.


KARATE DOJO TAKAHASHI
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