
Krav Maga: Adpting-Stress-Training
Difendersi contro un avversario
armato è molto difficile e pericoloso; saper come programmare e dosare una sequenza attendibile d’intensità di
allenamento è ancora più problematico, anche perché quando ci alleniamo con un compagno in una situazione rilassata le
sensazioni che si provano sono decisamente più limitate e blande di quando ci si trova nella realtà: chi ha
avuto la sfortuna di essersi trovato in questa situazione sicuramente concorderà con quanto sto scrivendo.
La difesa da un attacco di coltello si differenzia molto da quella di un attacco a
mani nude in quanto, come dice un caro amico poliziotto, in questi casi, contro
un’arma vera: “non abbiamo la possibilità di fare il rewind”, per questo motivo
i nostri colpi devono essere efficaci, precisi e fulminei come appunto lo è
anche l’arma che ci troviamo di fronte, diversamente saremo spacciati ancora
prima di iniziare!
Sapersi predisporre, con la posizione del corpo, con la collocazione nell’ambiente circostante
e naturalmente in primis anche psicologicamente determinerà la possibilità di
sopravvivere o sopperire dinnanzi a tale evento: esitare, fare un spostamento
sbagliato, anche millimetrico, in più o
in meno potrebbe “costarci molto caro”, pertanto è opportuno e fondamentale che
l’allenamento contro l’arma sia più veritiero possibile, passando per gradi dai
semplici coltelli di gomma morbida a quelli più duri a quelli di legno e in
seguito a quelli di metallo per arrivare in fine a quelli veri, dove con le
dovute protezioni si cerca di ricostruire l’ eventuale aggressione, la “dose e la
posologia” di tale esercitazione richiede molta esperienza e pazienza, con
gradualità e obiettività si devono affrontare, appunto, attraverso percorsi
particolari, tutte quelle situazioni tecniche-mentali stressanti che si
verificano in determinati e particolari momenti, su questo tema molto è interessante la proposta che ci viene
offerta dal sistema Krav Maga che in gergo tecnico viene definita “contact
improvisation”, una sorta di “scala” di improvvisazione, sia per quanto
riguarda l’aspetto tecnico che per quanto concerne quello mentale, un fattore
determinate è la completa assenza di preparazione all’evento, cioè attraverso
un particolare e innovativo percorso- metodo di addestramento dosato, si arriva
al controllo delle proprie emozioni e alla percezione sensoriale del pericolo
dei colpi con una “sensibilità superiore”, molto, molto utile a tal fine.
Ciro Varone
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