
Extrema Ratio
Attualmente molte amministrazioni locali si stanno
rendendo conto del dilagante problema della violenza sulle donne e non solo;
alcuni vogliono giustificare tutto
questo con la semplicistica definizione di “ percezione del pericolo”
affermando che i dati dicono che le
violenze sono in calo, ma che la gente si sente meno sicura di una volta e che
pertanto la percezione del pericolo è
molto più sentita di quello che è effettivamente nella realtà.
Nessuno di questi analisti cerca però di capire che la persona non
è un numero o un dato statistico, se la “sensazione” di insicurezza è tanto
avvertita può darsi che noi tutti ci sentiamo meno sicuri di una volta e che le
nostre reazioni esagerate potrebbero
provocare ulteriori violenze e dare atto ad una spirale di aggressività che,
come la cronaca nera attuale insegna, ci porta a compiere azioni sconsiderate
rispetto all’eventuale reale pericolo, o meglio a compiere azioni dove la difesa non è proporzionata
all’offesa.
Il governo centrale con i nuovi
decreti legge sulla sicurezza ritiene di avere fatto la “sua parte” per quanto
riguarda la legge sulla violenza
sessuale, sulla legittima difesa e sulla proprietà privata, sicuramente un
passo avanti è stato fatto rispetto al vecchio e obsoleto codice Rocco; con
queste nuove modifiche, infatti, a prima vista sembrerebbe che siano stati
introdotti nuovi strumenti legislativi che garantiscono al cittadino
onesto che chi commette crimini così
deplorevoli venga messo in condizione di non poterli ripetere in futuro: questo
è stato sicuramente un grande passo
avanti per tutta la collettività, vorrei sperare che tutto ciò
possa sempre più migliorarsi e dare una
svolta decisiva anche al problema della difesa personale come strumento di
extrema ratio.
Ritengo che sia estremamente
utile anche il solo parlarne apertamente, con meeting, incontri tematici e sono
inoltre convinto che bisognerebbe affrontare queste delicate tematiche già
nelle scuole medie e superiori, senza quel falso moralismo legato a retaggi
religiosi e bigotti, poiché tutto ciò è importantissimo per accrescere la
consapevolezza che i veri “tutori della nostra sicurezza” siamo in primis noi
che, con i nostri “atteggiamenti”, attiriamo, o scongiuriamo eventuali
aggressioni.
La legge quindi esiste come
pure le strutture a cui rivolgersi, tuttavia questi “impianti legislativi”
entrano sempre in gioco “dopo che si è
consumato il crimine”; allora che fare?
Molti si “militarizzano”: di
fatto le vendite di coltelli, mazze da baseball, spray al peperoncino e armi da
fuoco sono in continuo aumento e le prospettive future sono sempre più protese
verso queste soluzioni.
In alcuni comuni si stanno
istaurando le “ronde cittadine”, telecamere e sistemi di sorveglianza, anche
gli appartenenti alle forze dell’ordine, consci dei cambiamenti che si stanno
verificando nell’espletamento della loro professione, si rivolgono a
specialisti della sicurezza e della difesa personale, sia per quanto riguarda
quella a mani nude che quelle con armi, tutto questo non fa altro che farci
pensare che i tempi cambiamo e che anche le risposte a tali trasformazioni
devono essere sempre più mirate e finalizzate al bisogno di sicurezza
metropolitano futuro: la sicurezza è sempre stato un problema personale e oggi
lo è e lo sarà ancora di più in futuro,
questo è un dato di fatto.
La difesa personale del
ventunesimo secolo dovrebbe rispondere a tali esigenze, tenendo conto che in
futuro ci saranno sempre più persone che gireranno armate, che una moltitudine
di gente, con mentalità e culture diverse, si presenterà alle nostre porte, che per le persone
“pacifiche e oneste” questo “mondo
moderno” sarà sempre più come una giungla, dove vivere in pace senza sopraffare e farsi sottomettere dagli
altri esseri umani, si presenterà sempre più ostico e difficile.
Come è solito dire un caro
amico poliziotto: “non basta portare una pistola, bisogna saperla usare e
soprattutto avere il sangue freddo per farlo nel momento opportuno”.
Sempre questo amico dice: “quando estrai l’arma vuole dire che qualcosa nella tua strategia di prevenzione
e difesa non ha funzionato, una volta
estratta non si può rimettere l’arma in fondina come nulla fosse successo, e soprattutto se premi il grilletto
non puoi fare il rewind”.
Tutto questo per fare capire
che non basta comprare un coltello, uno spray o una rivoltella, per potere
utilizzare queste armi bisogna esercitarsi quanto ci si dovrebbe esercitare a
mani nude, con la differenza che le nostre mani e i nostri piedi sono “armi
portatili”, sempre disponibili e utilizzabili in qualsiasi situazione e
contesto ambientale.
Il tempo impiegato per imparare
a maneggiare in sicurezza ed efficacemente un’arma può essere speso per
apprendere un buon sistema di difesa personale che oltretutto mantiene il corpo
in forma e la mente pronta ad ogni circostanza di lotta.
Ciro Varone
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