Caro Maestro,
volevo farti un paio di domande tecniche:
kata jitte: master M. Nakayama volume 7 : nel passaggio : posizione kosa dachi parata juji uke jodan (tecnica 8) il successore del Gichin spiega: pugno dx davanti al sn; Master H. Kanazawa (ski) fa notare: posizione kosa dachi ma il jodan j. uke ha la mano sn davanti come hai spiegato tu questo sn o dx davanti e' questione di bunkai o......
grazie g

Il fatto che i maestri Nakayama e Kanazawa, entrambi discepoli di Funakoshi, eseguano già esattamente il contrario la dice lunga su quanto poca importanza si desse all'approfondimento dei gesti. Penso che questo desiderio di codificare in maniera precisa e indubbia sia nato dopo la guerra proprio per unificare la gestualità e gestirla come un fatto commerciale.
Ovviamente, nonostante tutti i migliori propositi, credo che i vecchi maestri abbiano, in qualche caso e per gesti di poca importanza, continuato a fare come avevano imparato, codificato o no, e quindi abbiano trasmesso ai loro discendenti il loro modo di fare. Da qui sono nate le differenze.
E' ovvio che se leggiamo un gesto con intelligenza riusciamo a capire quale è migliore ai fini dell'equilibrio, della potenza e dell'applicazione. Dal punto di vista gestuale va bene tutto!
Si può dire tutto e l'esatto contrario. Credo che non ci si debba fissare troppo su questi libretti stampati per motivi commerciali, pensando siano il Vangelo, dove ogni maestro fa come gli viene e magari nel libro dopo fa il contrario.
Le gestualità che propongo io le ho imparate dal mio maestro che, tra tutti gli altri era quello più attento a fare cose logiche e dimostrabili, circondato da un numero altissimo di ottimi maestri ed a frutto di verifiche severe.
Come ho detto più volte i kata JIIN e TEKKI sandan hanno due versioni ritenute "ufficiali". E' abbastanza logico che, esistendone due, con il passare degli anni si sia fatta un poco di confusione ed i kata siano diventati tre o quattro!! Della serie un pezzetto qua ed un pezzetto là. Infatti queste differenze si registrano maggiormente quando si tratta di kata protagonisti di questa circostanza.
Nel caso Kosa uke di Jitte è evidente che la mano che difende debba essere la sinistra per i due motivi illustrati: uno applicativo ed uno motorio (il contrasto della parte sinistra con il movimento della gamba destra per permettere il bloccaggio della posizione. Così come è evidente che nel JION debba essere il contrario per avere la mano destra libera di contrattaccare.
Per JIIN, che Funakoshi voleva chiamare SHOKYO (l'ombra tra i pini) ma che poi non si sa perchè abbandonò l'idea mentre la portò a termine per molti altri kata (i tekki, enpi, hangetsu, gankaku ecc..) egli lo considerava come un "Jion Sho" per la difficoltà dell'esecuzione rispetto al Jion per i praticanti medi. Il fatto che non sia considerato un kata da competizione ha contribuito alla confusione: infatti molti praticanti lo dimenticano non allenandolo costantemente ed allora nascono i problemi di gesto allorchè lo devono insegnare............Ricordami alla prossima di raccontarti una mia esperienza con Kase sensei a tal proposito.
Il fatto poi che nella BEST KARATE SERIES di Nakayama gli unici kata che non sono presentati siano appunto JIIN e WANKAN (anche qui troveremo delle differenze, se ti ricordi già con Sergio e Sean ne abbiamo parlato...) ha contribuito a fomentare versioni contrastanti....(non si sa se lo abbia fatto intenzionalmente o se la morte nel 1987 glielo abbia impedito)
Ti confermo comunque che molti eseguono la prima doppia parata con il gedan barai sulla gamba anteriore (e non sarebbe possibile altrimenti per il successivo movimento) e poi proseguono al contrario. Ovviamente non cambia nulla ma io continuerei a fare come ho imparato e come vi ho illustrato. Lasciamo le seghe mentali ad altri...............

OSS
I.S.


domanda : OSS si scrive OSU e si pronuncia OSS o.....

risposta :
Premetto che ogni parola giapponese è frutto fonetico di un carattere ideografico, quindi la sua scrittura in caratteri occidentali copia la pronuncia giapponese, non avendo una sintassi grammaticale precisa. Il termine OSS era molto usato negli ambienti militari ed universitari, conservatori e di destra ove la gerarchia e l'ordine erano elementi fondamentali. Oggigiorno nella cultura giapponese è un termine in disuso se non all'interno di determinati gruppi. La normale popolazione lo ritiene un'esclamazione poco educata.
Il termine, disegnato con un monogramma che risulta essere la contrattura degli ideogrammi Ohayo GosaimaSU (che si pronuncia gosaimaSS) veniva pronunciato Oss (il testo "The Mistery of Japanese Language" del 1968 cita a proposito della pronuncia fonologica: ..."il suono s è sempre aspro e non si deve assolutamente confondere con il suono s dolce...i suoni u e i vengono pronunziati quasi IMPERCETTIBILMENTE, specie la u quando si trovi a fine parola (esempio: desu, si pronunzia des')"...
Questo OSS veniva usato sostanzialmente in ogni occasione, per dire "ho capito" per dire " obbedisco", "grazie", ecc...Molto dipende dal tono con cui lo si pronuncia.
Concludo: non è che si scriva OSU (come fa karatenews) e si pronunci OSS: semplicemente non si dovrebbe scrivere (eventualmente pitturare) ma soltanto pronunciare. Quindi pronunciandolo, a seguito di quanto riportato dal libro citato, la U non si sente, tanto vale non scriverla e, dovendo scrivere scriviamo OSS così evitiamo di dover fare a tutti questo lungo discorso per non sentire dire OSU che sembra sardo!!!!!!
I.S.


KARATE DOJO TAKAHASHI
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