
Kake-ashidachi
Le posizioni di base del karate si sa sono molte. In realtà
però si utilizza al novanta percento sempre la stessa, la posizione frontale(zenkozudachi).
Questa posizione è utilizzata in maniera preponderante in
quanto nel karate “moderno”, praticato attualmente, si mira a formare il
combattente solo su un tipo di combattimento:
quello contro un avversario che si pone ad una distanza congeniale e prestabilita
da un regolamento e rispettando alcune regole di “gioco”.
Per potere modulare la distanza e combattere contro un
avversario che non sempre si posiziona davanti a noi, invece, le posizioni
intermedie e infine quelle che io chiamo “relative” sono fondamentali perché ci
offrono la possibilità, sia avanzando che indietreggiando, di avere posture sempre
cariche e pronte a scattare in qualsiasi direzione e in qualsivoglia momento.
Infatti nei kata si studiano molte altre posizioni e in modo
particolare si pone molta enfasi sui “passaggi e cambi di direzione” che
naturalmente se considerati sotto l’ottica della difesa personale rivestono
grande importanza.
Il maestro Taji Kase prediligeva il fudodachi perché
riteneva tale posizione non forzata ed ideale per spostare il baricentro e
applicare qualsiasi tipo di difesa-contrattacco.
Kase sensei padroneggiava in maniera eccelsa anche il
kake-ashi che utilizzava a corta distanza per avvolgere il suo attaccante
sbilanciandolo, tirandolo, strattonandolo e proiettandolo, utilizzando la forza
centrifuga delle anche e del corpo e l’onda shock che produceva tale movimento.
Il kake-ashidachi sembra una rotazione mentre invece è un
movimento sincronico e lineare dei piedi che se eseguito adeguatamente rigenera
la spinta delle anche e la rotazione del corpo in tutte le direzioni.
Questa particolare posizione è fondamentale per capire come
sfruttare l’energia rotazionale che le nostre articolazioni, caviglie e anche
sono in grado di generare se efficacemente allenate, offrendoci la possibilità
di cambiare e invertire la direzione della difesa, dell’attacco o del
contrattacco senza dovere per forza modificare la posizione del corpo nello
spazio e senza mai perdere l’aderenza al suolo, fonte della nostra stabilità e
della nostra potenza.
La posizione kake-ashi è in sostanza, insieme alla posizione
del neko-ashidachi, l’inizio e la fine di ogni gesto che scaturisce
preliminarmente e in conclusione di ogni azione di attacco, difesa e
contrattacco.
Ciro Varone
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