
KANKUDAI- L'ENERGIA NASCOSTA
Il kata kankudai fu creato da Koshokun, Kong Su Kung, o
Kwang Shang- in Cinese- quindi le sue origine ci riportano indietro nel tempo
fino al 1700.
Di questo kata si trovano innumerevoli versioni anche nelle
diverse correnti del karate di Okinawa.
Kankudai era il kata preferito del M° Gichin Funakoshi il
quale, conoscendo e apprezzando il suo valore, lo utilizzò per esibizioni
pubbliche e lo riservò per la visita dell'imperatore del Giappone di passaggio
per Okinawa al quale, appunto, offrì la visone di questo splendido kata.
Il significato di kankudai si traduce con KAN= guardare- KU=
cielo oppure vuoto- DAI= grande= guardare il cielo(con tecnica grande, o
percepire il grande vuoto).
La storia di questo kata ci riporta a Okinawa e più
precisamente nel villaggio di Chatan dove si narra vivesse uno dei più gradi
esperti di TO-DE, di nome Yara.
Yara fu inviato dalla sua famiglia per oltre 20 anni in
Cina, dove divenne allievo di un maestro esperto di armi e di Hsing-I (lo stile
degli animali). Tale maestro studiava in modo particolare l'uso e lo sviluppo
dell' energia interna (KI) assieme ad un modo completo di utilizzare il duplice
metodo di en waza ( tecnica circolare) e quella del sankaku waza( la tecnica
del triangolo). Le tecniche iniziali e finali del kata, di fatto, oltre ad
altre tecniche, come l'appoggio delle mani al suolo a forma di triangolo,
rivelano chiaramente queste due nozioni fondamentali.
Dopo tanti anni di pratica Chatan Yara ritornò ad Okinawa e
rivoluzionò attraverso la sua esperienza il modo di intendere e di praticare il
karate di Okinawa che era principalmente improntato sul condizionamento e la
forza fisica esterna e contemplava esclusivamente l'uso del corpo a triangolo,
in giapponese sankaku.
I racconti che esistono su questa figura leggendaria sono
molti: si dice che per difendere una ragazza Yara fu costretto ad uccidere con
un bastone un Samurai del Clan Satsuma, e poi ancora che dovette difendersi in
altri duelli lanciati da Samurai infastiditi dal fatto che Yara insegnasse alla
gente comune a difendersi e a ribellarsi ai soprusi dei Samurai; tutto ciò
spesso sconfina nella leggenda ma comunque ha delle basi di verità.
In un certo periodo della sua vita, sebbene fosse un grande
esperto, Yara divenne allievo diretto di Kwang Shang (Kushanku) e poiché anche
Kushanku lavorava sull' idea dell'energia interna, assieme elaborarono ed
inserirono nel loro addestramento alcuni concetti di tale energia, poi
riportati da Yara nel kata Kankudai.
Di seguito Koshokun insegnò questo kata ad uno dei maggiori
esperti di to-de di Shuri il grande Sakugawa Tode.
Non esistono testimonianze di scuole fondate da Yara, benché
alcuni Kata di bo e sai sono attribuiti allo stesso autore, Chatayara no bo e
Chatayara no sai.
Probabilmente Yara trasferii i propri segreti ad alcuni dei
suoi allievi più fedeli, e inserì molte nozioni del Hsing-I nel kata che oggi
conosciamo con il nome di Kanku-dai.
Gli esperti di karate, consapevoli di queste tecniche
nascoste, nello sviluppo del oyo bunkai cercano non solo di applicare le
tecniche che si trovano all'interno dello stesso, bensì di comprenderne i
segreti in giapponese "ben", e i principi che rendono questo kata
diverso da tutti gli altri; la tecnica del cerchio e del triangolo,
"en" e "sankaku", per questo motivo il kata kankudai
andrebbe studiato a fondo per molti anni fino a comprenderne i più occulti
segreti.
Ciro Varone
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