
MAEGERI
Il tipico calcio maegeri
che si esegue nel karate okinawense è tecnicamente molto diverso dal calcio
frontale delle altre discipline: in molte discipline marziali o sport da
combattimento il calcio frontale è inteso come “calcio di sbarramento” e non invece,come avviene nel karate
tradizionale,come tecnica di percussione.
La differenza tra questi due diversi metodi di eseguire il calcio frontale è
sostanziale e rende più o meno efficace il calcio.
Nel calcio inteso come azione di spinta
o sbarramento l’arto che esegue il calcio viene “bloccato” divenendo un pezzo
unico che esercita un’azione di contraposizione e di spinta tra noi e il
bersaglio, questa tecnica viene quasi sempre eseguita con l’intera pianta del
piede che andrà a colpire il bersaglio con una azione, appunto, di spinta. Nel
karate tradizionale, invece, il calcio maegeri, per ottenere la massima
efficacia, viene eseguito tenendo conto e rispettando il concetto del “tripendolo” che le articolazioni del nostro
corpo ci mettono a disposizione. Nel primo modo di eseguire il calcio si
perdono le accelerazioni date dalle tre articolazioni coinvolte nel calcio:
caviglia, ginocchio e anca, inoltre il calcio segue quasi una linea retta
perdendo buona parte della sua energia. Nel secondo caso, invece, lo
spostamento in avanti del bacino e della spina dorsale è simile all’azione
della camminata tipica di una struttura a catena cinematica, come, appunto, quella
della articolazioni inferiori del corpo umano.
Equilibrio e piede di sostegno
Il piede d’appoggio
riveste un ruolo fondamentale nell’azione di spinta delle anche (ko shi no),
per sfruttare appieno la spinta delle anche e della schiena è fondamentale che
il piede d’appoggio sia fisso al suolo,durante l’esecuzione di caricamento del
calcio, di estensione e di recupero non si apra: la sua leggera e fisiologica
apertura deve avvenire nel momento in cui la gamba che ha calciato arriva al
suolo. La partenza e l’arrivo del calcio devono corrispondere anche, in questa
fase dinamica, ai punti più bassi del baricentro che per tale motivo, in questa fase, restituirà stabiltà
all’intero corpo.
Nel momento di massima
estensione del calcio, che non deve mai arrivare all’intera e completa
escursione articolare del ginocchio,(ogni arto deve rimanere sempre leggermente
flesso), l’anca del lato che esegue il maegeri è proiettata in avanti ed il
braccio e la spalla opposta devono effettuare una oscillazione contraria, (come
avviene nella normale camminata) in questo modo “il centro di massa” verrà
sfruttato appieno e, in modo fisiologico, sarà lanciato verso il bersaglio
scaricando la massima potenza.
Ciro Varone
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