
Movenze marziali
Perché una tecnica si possa definire “marziale” essa deve scaturire da
un’ insieme di unioni che hanno la “radice” nel centro di gravità del nostro
corpo.
Tanti sono i presupposti che determinano la movenza marziale:
perché la tecnica sia marziale e
contundente dobbiamo esigere dalla nostra radice tecnica la presenza di alcuni principi imprescindibili, in
giapponese SAN-MI-IKKAI, che nello specifico sono: TENI-TENTAI-TENGI
A^ TENI- muovere e cambiare posizione del corpo nello spazio
B^ TENTAI- unire il corpo all’unisono, tronco e gambe uniti dalla cerniera delle anche
C^ TENGI- eseguire le parate o gli attacchi nel modo più conveniente per noi
La tecnica marziale può essere definita anche GOKUI, poiché
presuppone lo studio del momento migliore, anche nell’ istante di
massima tensione, e rappresenta la più opportuna risposta tecnica ad una circostanza di difesa, legata
anche al contesto ambientale.
In seguito l’equilibrio rappresenta
anche il bilanciamento dell’ energia all’interno del nostro corpo, inoltre,
poiché la radice e il centro sono decisivi nell’efficacia della tecnica
marziale, “equilibrare” è anche in relazione alla forma, alla tecnica e alla respirazione.
In tutte le tecniche di karate deve prevalere il principio di MUDANA
CHIKARA che equivale ad evitare l’ eccesso di forza o irrigidimento muscolare:
per potere applicare tale principio è fondamentale pensare di “lanciare” la
tecnica senza mai spingerla, spostare
il nostro tandem sul bersaglio e saperlo gestire opportunamente per penetrare,
col nostro centro, il punto di mezzo dell’avversario: KUZUSHI WAZA.
La tecnica che nasce dal centro è una movenza marziale che scaturisce senza nessuna reazione
MUDANA WAZA, in questa percezione corporea la respirazione è calma e profonda,
rendendoci spontanei e intuitivi, pronti a percepire anche il più piccolo
cambiamento, ambientale, fisico e mentale.
Se la pratica viene intesa in questo
modo l’ attività marziale diventa anche un esercizio energetico e
vitalizzante che poggia le sue basi su un
fisico forte, agile ed elastico e ciò che può essere una mera tecnica che si
può insegnare, JI (forma) muta in RI (senza forma) e
KI (energia)
Ciro Varone
|
|

|

|