... oltre il Dojo Kun...

Caro Maestro,
Quando un karateka raggiunge l'ambito traguardo dei trent'anni di pratica, mantenendo vivo l'entusiasmo nell'allenamento e nell'insegnamento, può e deve essere considerato, in assoluto, un ambasciatore del karate ed annoverato tra coloro che consentono alla nostra disciplina di essere tramandata alla generazione futura e quindi di continuare ad esistere.
Perché vedi, Maestro, il karate non è nostro, non è quello che vorrebbero far apparire le varie federazioni, o quello che a volte piacerebbe a noi; né quello che piace praticare ai nostri ragazzi più disinvolti ed ai quali a volte noi non sappiamo dire di no, magari accettando, o consentendo, che una disciplina nata sulle basi di una necessità sociale, culturale e di pratica tradizionale possa diventare qualche cosa di diverso, tipo uno show, un metodo per scazzottarsi, un alibi per sentirsi superuomini, una religione.
Il karate è quello che ci hanno tramandato generazioni di maestri, alle quali ora anche tu appartieni di diritto e per merito, che hanno sacrificato anni di lavoro, di studio, di sacrificio di allenamento e di lotta per far sì che questa meravigliosa e misteriosa disciplina arrivasse a noi il più possibile incontaminata, pura e carica di emozioni e valori che il maestro Funakoshi ha riassunto nelle cinque parole chiave del Dojo kun: carattere, sincerità, costanza, rispetto, autocontrollo.
Ed è proprio così, Maestro, che noi maestri dobbiamo trasmetterlo ai nostri discepoli, accettando che qualcuno non lo condivida e vada via, che qualcun altro derida le nostre scelte o vanti prestigiosi titoli agonistici, magari conquistati grazie alla compiacenza di giudici interessati, incompetenti o privi di scrupoli. Il karate è uno. O piace così o si fa dell'altro. Si può privilegiare l'attività agonistica, l'aspetto filosofico e culturale, storico, sociale e socializzante, ma sempre ricordando che il karate è quello.
Senza dubbi o incertezze, con la consapevolezza di essere sulla strada giusta, accompagnati e moralmente sostenuti da altri grandi interpreti della disciplina che condividono la nostra idea e che hanno lasciato segni indelebili nella storia del karate italiano.
Concludo sottolineando che soltanto attraverso l'allenamento, l'umiltà, la continua ricerca ed il costruttivo confronto con gli altri, si riescono a raggiungere i risultati per cui oggi voi festeggiate il vostro Maestro.
Oss!
Ilio Semino


KARATE DOJO TAKAHASHI
Tel. 347/6954443 Maestro Gianni Vittonatti
E-mail: gianni.vittonatti@karateivrea.it