
I miei primi quarant'anni
Nel 1969 ho cominciato la pratica, il mio
cammino nel karate. Allora non sapevo nemmeno che si chiamasse Shotokan,
praticavo Karate e basta!
Funakoshi: ma chi?
Il M° Masaro Miura, allora un giovincello 3° dan, ci bastonava che
andava bene e ci parlava in giapponese
“stretto” e io a capire...niente: niente filosofia solo pratica nuda e
cruda.
Si andava a gareggiare un po’ qua un po’ la senza categoria di peso
di cintura e si “faceva” tutto: kata e kumite.
Si incontravano grandi maestri, leggi : Shirai, Kanazawa, Enoeda, Asano, Nakajama, Kase e altri con
i quali mi allenavo senza sapere che erano o, che sarebbero diventati, dei
mostri sacri.
Per me, comunque, il più bravo rimaneva il M° Miura.
La vita, l’ esperienza, le amicizie e un “minimo” di cultura hanno creato una
mia libera mentalità: sono sempre un sognatore, per cui, quando si parla di
un karate unito un karate alle olimpiadi, io, giovane 2° o 3° dan mi imbarco
con entusiasmo in questa avventura!
Tutto a tarallucci e vino: ancora ognuno per la sua strada, ognuno con il suo karate.
Sulla mia strada incontro grandi Maestri che mi indirizzano sia tecnicamente che mentalmente e con loro
percorro lunghi o brevi periodi; con tutti mi diverto e comincio a farmi
un’idea: il karate è unico: unito o disunito che sia! Tutto sta nel come e
con quale spirito lo si pratica.
Si anche aver incontrato Carletto International e la sua federazione mi ha aiutato e
ancora oggi mi aiuta:
federazione per me libera e indipendente: mi va bene così.
Oggi mi alleno con lo stesso entusiasmo di 40 anni fa: gli Amici Maestri, uno in
particolare, che incontro mi trasmettono molto e mi accorgo che nonostante
gli anni devo ancora imparare moltissimo, molto, tanto!
La mia fortuna: avere tanti Amici in palestra, nel KDT e fuori dalla palestra e una famiglia che mi
ha capito.
Ci risentiamo fra quarant’anni
g
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