
Shorin Shorei
I Kata, a prescindere dalle scuole e precedentemente ad
esse, si distinguono in due grandi gruppi: quelli derivati da tecniche cinesi
(importati ad Okinawa dai famosi inviati dell'imperatore, marinai naufraghi,
addetti militari, mendicanti ecc...) e quelli autoctoni di Okinawa, ovvero
ideati e codificati dai maestri indigeni sulla base delle loro capacità,
conoscenze ed esperienze di lotta.
Di questa miriade di esercizi (un numero che non è possibile
stabilire ma che sicuramente è altissimo) sono arrivati a noi soltanto quelli,
probabilmente, più significativi, più efficaci ai fini di tramandare l'arte, o
i più noti, o quelli più diffusi e praticati.
Tanto è vero che un kata come BASSAI, di cui ne esistono
diciassette versioni codificate (ognuna attribuita al maestro che la proponeva)
compare nei programmi di tutte le scuole moderne, siano esse di matrice Naha
che di matrice Shuri-Tomari.
Ovviamente il praticante interpretava il kata secondo la sua
abilità e tecnica, imprimendo all'esercizio ora le caratteristiche esecutive
dell'area shorei, ora quelle dell'area shorin.
Quindi un bassai interpretato da un esecutore shotokan
sembra un kata shotokan, un bassai eseguito da un praticante shito sembra un
kata shito.
Da considerare che all'epoca della codifica dei kata
classici non esistevano le divisioni, ma ogni praticante lo eseguiva secondo il
suo "stile".
Con il tempo le scuole moderne si sono appropriate dei kata
in funzione della gestualità contenuta negli stessi, delle caratteristiche maggiormente
attribuibili ad una scuola piuttosto che ad un'altra, trasformandoli in
esercizi tipici di questa o quella scuola.
Per esempio un kata dai gesti ampi e dalle molte ripetizioni
può essere maggiormente utilizzato per sviluppare la respirazione e la forza
isometrica e quindi se lo cucca la shorei. Un kata è veloce e ritmato e
sviluppa la forza isotonica? Se lo cuccano gli shorin...e via così. Poi se in
un kata levi il Kokutsu dachi ed il Kiba dachi (tipiche delle scuole shorin) e
li sostituisci con il Neko ashi e lo Shiko, modifichi il modo di eseguire lo
shuto uke ecc. ecco che lo ridipingi come appartenente ad un'altra scuola.
Prova a pensare a quanti esempi esistono di questa
circostanza. Ai Mondiali di Madrid Carlo Fugazza eseguì in semifinale Seipai!
Sembrava un kata Shotokan.
C'è poi da considerare la scelta del caposcuola nello
scegliere i kata da inserire nei propri allenamenti: la scelta poteva dipendere
da motivazioni di continuità (da Maestro a allievo), per motivi fisici o di
attitudine ecc.. ecc..
Comunque per maggior chiarezza ti allego uno specchietto che
forse ti aiuta:
PASSAI: abbiamo le versioni Shuri No Passai e Tomari No
Passai, e poi troviamo Matsumura no Passai e Itotsu no Passai (da cui derivano
rispettivamente i nostri bassai dai e bassai sho).
Ma poi esistono i Chibana, Oyadomari, Kiyan, Ishimine, Teruya, Tawada, Azato
Soeishi, ecc...No Passai che appartengono a scuole diverse....
SEISAN abbiamo la versione chiamata Shuri No Seishan e
addirittura la Naha No Seishan!
Troviamo poi una versione attribuita al maestro Arakaki, lo
stesso che poi ci trasmise la versione odierna di Unsu! Considera che Seisan è
un kata assolutamente shorei, mentre Unsu è la perla dello shotokan
(shorin)....
CHINTO (Gankaku) abbiamo le due versioni Tomari e Shuri, poi
come per bassai abbiamo la Matsumura, la Itotsu e la Kiyan no Chinto
Lo stesso KUSHANKU, attribuito a Matsumura ed Itotsu (linea
genealogica Funakoshi - shorin) ha la versione bellissima di Chatan Yara che è
una classica della scuola Shito (straordinarie le interpretazioni della
Colajacono per lo shito e di Lucio Maurino che lo ha interpretato agli
europei!)
Concludo questa lunga fuffa con il solito commento: le
divisioni in aree, scuole, stili, e la relativa targatura dei kata è
un'operazione del karate moderno (ultimi cento anni). I kata sono al di sopra
di questo. E come si legge nel Bubishi..."le tecniche appariranno in assenza
di una consapevole riflessione..."
OSS.....I.S.
|
|

|

|