
Unsu (mani come le nuvole)
Unsu è composto da due caratteri che insieme e tradotti in
italiano significano “la nube” (onu) e “la mano”(shu),
solo nuvola in Giapponese si scrive kumo,solo mano te.
Come diversi kata shotokan anche Unsu proviene dai monasteri shaolin
(Cina): molto probabilmente fu
introdotto ad Okinawa dal maestro Sakiyama e in seguito perfezionato dal
Arakaki e probabilmente ritoccato anche dal maestro Yoshitaka Funakoshi.
L’elemento essenziale del kata è il ritmo che muta in continuazione con momenti di massima
calma seguiti da repentini e impetuosi cambi di direzione laterali, dall’alto
verso il basso e dal basso verso l’alto, che si diffondono come le nuvole
durante il temporale. Il vero confronto tra l’esecutore e il kata avviene
“lottando” con il ritmo delkata stesso.
Unsu ha parecchie tecniche esclusive che non si trovano in nessuno altro kata,
sia esso shorin o shorei. I due mawashigeri dal suolo pare siano stati
inseriti dal maestro Yohitaka Funakoshi: infatti nella
versione shitoryu, più simile all’originale (Unshu), queste due
tecniche non sono contemplate.
Composto da 48 movimenti, unsu, oltre ai due mawashigeri al suolo, presenta
gli attacchi di ippon nukite all’interno dell’inguine, il maegeri kekomi gedan
e il salto di 360°(che rappresenta il turbine che tutto avvolge), con doppio calcio
tobi mikazukigeri e tobi ushirogeri keage in elevazione.
Unsu racchiude una tecnica speciale (arrampicarsi sulla
corda) che serve allo scopo di “intercettare”
le braccia dell’avversario, aprire la catena cinetica del suo movimento per
indebolirlo e spezzarne ogni tipo di resistenza: con un passo d’apertura
(irakiashi) si entra nella sua stessa
movenza si segmenta il suo equilibrio corporeo
(spaccando i punti articolari del tronco e delle anche) per
abbatterlo definitivamente (todome),
scardinandone postura e stabilità.
Ciro Varone
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